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Quell’evento alla Torre, tanto frequentato eppure criticato. Intervista video all’assessore Malluzzo

C’è un appuntamento nelle estati gelesi: il d.jazz set Torre di Manfria dal 2013 giunto alla VIII edizione. Da un lato c’è il gradimento dei cittadini che sin dalla prima edizione si è riversato in massa nel suggestivo sito della Torre di avvistamento del XVI secolo; dall’altro ci sono stati, nella storia di questi sette anni, impedimenti e critiche. Due anni fa l’allora sindaco Messinese ha sollevato il dubbio che non ci fosse la richiesta al comune. In realtà il comune non dà alcuna autorizzazione perché l’area è privata. E il Comune si è dotato della concessione del proprietario dell’area. Ieri sera c’erano tutti: il sindaco, gli assessori ed i consiglieri amici.

Quest’anno in cui lo spettro del contagio da coronavirus non è dimenticato e le ultime impennate fanno tremare i più, non sono mancate le critiche e le illazioni. Ieri sera lo spettacolo ha fatto registrare il solito successo di ogni edizioni con la massiccia presenza di pubblico, ma stamattina sui social sono fioccate le critiche verso gli assembramenti, l’organizzazione, i servizi di somministrazione. Insomma paura e critiche feroci che hanno offuscato un evento a posteriori

“Il luogo interessato dall’evento è stato tutto transennato – dice l’ideatore Giuseppe Ventura, nel 2013 assessore allo spettacolo –  all’ingresso era predisposto un servizio di sicurezza con tre vigilantes che misuravano la temperatura e obbligavano ad indossare la mascherina”. Le mascherine però, dopo il controllo venivano rimosse automaticamente e non figurano nelle foto che abbondano su Facebook, mentre le transenne mobili non assicurerebbero un deterrente rispetto al fondo scosceso.

“E’ stato consegnato alla polizia di Stato da parte dell’amministrazione comunale tutta la documentazione richiesta, compreso il piano sicurezza” – continua Ventura. Eccolo nella foto sottostante

“Comunque in realtà anche quell’anno nessun provvedimento è stato preso da nessuno a conferma che tutto era in regola” – conclude Ventura.

Particolarmente urtato l’assessore allo spettacolo Cristian Malluzzo, investito da una serie di illazioni a cui risponde per le rime

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