CronacaGela

Gela. L`area dell`ex Tamoil e la “straordinaria proposta” del vicario foraneo don Lino Di Dio.

L’area in qui sorgeva il distributore di benzina della Tamoil, dopo essere stata opportunamente bonificata, è stata consegnata al Parco archeologico di Gela, diretto dall’architetto Luigi Gattuso.

Dopo diversi incontri, con l’amministrazione e con i rappresentanti del comitato di quartiere Ospizio Marino, sono state valutate diverse proposte di utilizzo di questo piccolo spazio adiacente all’area archeologica di Bosco Littorio. Scartate alcune proposte, tra cui un parco giochi per bambini, irrealizzabile per l’esiguo spazio disponibile e la collocazione non felice del sito, chiuso da strade molto trafficate.

Il direttore del Parco archeologico, allo scopo di valutare varie proposte, ha indetto un’incontro a cui prenderanno parte, oltre ai rappresentanti del Parco archeologico, il Comune, i rappresentanti del Comitato di quartiere e la chiesa, per decidere, come riferito dal direttore Luigi Gattuso, “democraticamente su cosa fare dell’area“.

Comprensibile la partecipazione dei rappresentanti del Comitato di quartiere, tra i più attivi tra i comitati cittadini, attenti e impegnati alla cura, alla pulizia e al decoro del quartiere, del Comune, soprattutto se l’ente, per coerenza, vuole dare seguito e realizzare la proposta vincente, votata dalla maggioranza dei gelesi, del progetto “Democrazia partecipata, che prevede proprio l’installazione di opere d’arte che valorizzino con la loro presenza il tessuto urbano cittadino.

Perchè la chiesa in un’area adiacente ad un zona archeologica, al costruendo museo del mare ed a breve distanza dal museo archeologico e dall’acropoli di Mulino a Vento?

Presto detto: il direttore del Parco archeologico di Gela, riferisce di una proposta fatta dal vicario foraneo don Lino Di Dio, di posizionare una statua della Madonna in questa piccola area verde. La proposta del vicario è giustificata dalla presenza del vicino santuario di Bitalemi.

Con tutto il rispetto per la figura del vicario foraneo, il quale è stato nominato quale preposto alla vigilanza ed al coordinamento delle parrocchie viciniori piuttosto che agli spazi cittadini comunali, questa piccola area ,come precedentemente illustrato, si trova nelle adiacenze di aree archeologiche e musei archeologici, questa circostanza, sempre con il massimo rispetto per l’iconografia religiosa, rende la posa di una statua della Madonna, assolutamente non pertinente. Meraviglia come la direzione del Parco non abbia pensato o proposto soluzioni di altro genere, con opere, sempre di livello artistico decente, legate alla storia della città. Siamo proprio nel cuore della prima Gela greca. Dire che l’area, perché vicina al santuario di Bitalemi, in realtà un po’ lontanuccia, circa 1, 2 km, debba ospitare una statua della Madonna, è una forzatura.

 

 

Abbiamo un lungomare già colmo di opere che nulla hanno a che vedere con la natura dei luoghi, sia per i concetti espressi che per i materiali di cui sono composte: le mai amate “Ali della libertà , l’incomprensibile “Attrazione repulsiva” ,

che potrebbe andare bene in molte aree della città, ma che occupa una parte del nuovo lungomare ideata dal progettista come area libera , ideatore del progetto del nuovo lungomare che invano ha protestato per questa scelta, per arrivare ad un blocco in pietra , grezzo e senza senso , somiglia ad una macchinetta mangiasoldi uscita da un cartone dei Flintstones posizionato sempre sul tratto del nuovo lungomare. Il Comune dia seguito al progetto vincitore del concorso “Democrazia partecipata “, il direttore del Parco archeologico prenda atto del contesto in cui è inserita questa piccola area e con il dovuto rispetto faccia osservare al vicario foraneo che non è il caso di porre una statua della Madonna in quel luogo, diversamente in futuro potremmo trovare statue a tema religioso anche all’ingresso del museo o delle aree archeologiche. Il santuario di Bitalemi dall’ex stazione di carburante dista quasi un chilometro, le aree archeologiche sono attigue, quindi cosa fare di quest’area? La logica escluderebbe la posa di una statua a tema religioso, ma quando si parla di decoro urbano a Gela, c’è da aspettarsi ogni cosa.

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