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La folle corsa per le scarpe di Lidl: anche a Caltanissetta

 

Se un giorno, nemmeno troppo lontano, qualcuno ci avesse detto che sarebbe scattata la corsa per accaparrarsi l’ultimo paio di scarpe Lidl, non ci avremmo creduto. Ma in questo terrificante 2020, anno bisestile funesto, ormai nulla ci sorprende. Anche a Caltanissetta si registrano code “chilometriche” per accaparrarsi l’ambito e vitale “tesoro”; effettivamente in tempo di pandemia, è consueto fare le fila (con relativo assembramento) per conquistare le scarpe Lidl.

Negli scaffali della nota catena di supermercati low-cost è arrivata la linea di abbigliamento a marchio proprio e in tantissimi si sono riversati nei punti vendita sparsi sul territorio per acquistare magliette, calzini e ciabatte, oltre alle ormai iconiche scarpe nei colori peculiari del brand: tutti “contagiati” dal desiderio di possedere queste “icone”.

Ad attendere con impazienza il dischiudersi delle porte scorrevoli erano per lo più giovani e giovanissimi, per i quali i prodotti della linea di abbigliamento del discount sono diventati un oggetto di culto, un must have di cui vantarsi con gli amici. Non si sa perché e non si sa come, ma le scarpe Lidl si sono trasformate in un oggetto da collezione, così come tutti gli altri prodotti della linea di abbigliamento. Il motivo? Ignoto.

Questa estate la linea di abbigliamento della catena era stata proposta sugli scaffali di altri supermercati europei, tra i quali la Francia e il Belgio, e anche qui si è assistito a una vera febbre Lidl per la corsa all’acquisto. Scoperta l’esistenza della linea di abbigliamento, soprattutto delle scarpe, in Italia è cresciuta l’attesa per il loro arrivo, complice anche la diffusione data alla stessa da alcuni profili social molto seguiti, come TrashItaliano, che hanno fatto da cassa di risonanza per il grande pubblico italiano.

I dati sono da “brivido”: i supermercati già vuoti, in quasi tutti i punti vendita del Paese (660) qualunque prodotto a marchio Lidl è sold-out. Inutile anche aspettare il rifornimento: la linea di abbigliamento è a tiratura limitata e non si sa se e quando ci saranno nuovi rifornimenti.

Sul web e non solo, “girano” rumors sulla possibilità di lucrare fortemente su questi articoli da “collezione”. Questa estate qualcuno avrebbe venduto un paio di sneakers a 2.700 euro. Contenti loro.

 

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