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Ugl: le criticità del decreto cura-Italia

Caltanissetta – Alla luce dell’emanazione del decreto cura Italia si stanno evidenziando tutta una serie di falle che in ognuno di noi dovrebbe lasciare qualche perplessità in più.
“Mi aspettavo che ci fosse chiarezza ma invece si vede molta confusione – dice il segretario provinciale dell’Ugl, Andrea Alario –
Bene capisco che sia stato fatto di fretta e in furia ( anche per tranquillizzare tutti dimostrando che si stanno mettendo soldi sul tavolo per sorreggere l’economia e garantire i posti di lavoro).
Ma mi chiedo una cosa: garantire il posto di lavoro, come?
Dando un sussidio di 600 € agli imprenditori? Rimandando tutti i pagamenti delle tasse a Maggio?
Noi come sindacato vero è che ci dobbiamo preoccupare dei diritti dei lavoratori, ma è anche vero che i diritti dei lavoratori possiamo garantirli se ci sono le aziende che assumono e quindi fanno sì che esistano i LAVORATORI.
Visto che hanno rinviato a Maggio la regolarizzazione dei tributi, dando anche la possibilità di rateizzarli in massimo 5 Rate, mi chiedo ma a Maggio tutte le piccole aziende con uno o più lavoratori, come dovranno pagare? Con i 600 €? E nel frattempo come dovranno mangiare? E le banche? Tutti i pagamenti a 30 e 60 gg di cui avevano preso impegno, come li coprono?
Non mi è chiaro se questo decreto voglia curare l’Italia o ammazzare la PMI di cui ci vantiamo che sia il traino dell’economia Italiani. E noi come sindacato ci stiamo chiedendo quanti posti di lavoro si perderanno?”

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