La storia della settimana

Appena il tempo di compiere cento anni e poi il riposo……

La storia del maestro Francesco Alè

Gela – Cento anni di serenità. Nonostante abbia assistito alla morte della moglie e di due figli. Cento anni di salute, di assistenza da parte di figli, nuora, nipoti. Cento anni di lucidità, fino agli ultimi giorni. Ha compiuto cento anni il 3 gennaio ed il 30 gennaio ha reso l’ultimo respiro. E’ la storia di un educatore, di un uomo probo, quella che vi raccontiamo oggi che ha avuto la gioia di spegnere cento candeline circondato dall’affetto di figli e nipoti e poi se n’è andato in silenzio. E’ la storia del maestro Francesco Alè, quella che vi raccontiamo oggi. In poche righe è difficile, è vero, visto che l’insegnante ha avuto una storia lunga e variegata, ma sempre contrassegnata dalla serenità interiore che lo ha portato al traguardo del secolo il 3 gennaio scorso. Tre gennaio 1920 la sua data di nascita, quando si affacciava alla storia la ‘Belle epòque’ , all’indomani della prima guerra mondiale. Il clima di rinascita ha contrassegnato la sua adolescenza. Poi di nuovo l’incubo della seconda guerra mondiale: due anni di prigionia e poi il ritorno alla vita con un futuro da professionista, una famiglia da sostenere con 4 figli maschi che poi diverranno tutti agenti della Forza pubblica in Polizia di Stato e Municipale. Alla sua scuola sono passate intere generazioni di alunni, oggi professionisti, operai, padri e madri di famiglia e poi la lunga quiescenza trascorsa fino alla fine in famiglia, attorniato dagli affetti più cari, l’unica medicina veramente efficace per gli anziani. Il maestro Francesco ha mantenuto la lucidità mentale fino alla fine dei suoi giorni. Eccolo felice davanti alla torta che segna il numero a tre cifre, con i familiari ed il sindaco che è andato a trovarlo senza clamori e telecamere.

Viveva in casa di uno dei figli, anche se il figlio in questione l’ha preceduto nella vita eterna: la nuora Rosa ha continuato ad accudirlo come avviene di raro di questi tempi e gli altri figli presenti lo hanno visitato in tutti i giorni della sua vita trascorsi nel centro storico, a parte la parentesi della guerra che ha scandito uno dei momenti più bui della sua vita. Una moglie devota, quattro figli, 11 nipoti e 5 pronipoti: cosa c’è di meglio per stare sereni. Ed è così che si è spento: qualche acciacco come è normale a quella bella età e alla fine un arresto cardiaco. Era arrivata la sua ora: cento anni compiuti e poi il riposo.

 

 

 

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