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I dubbi sulle dichiarazioni di Legambiente.

La risposta al presidente provinciale nisseno

Legambiente: ci aspettavamo  una filippica in favore dell’ambiente, invece, restiamo basiti, di fronte ad una arringa pro-sistema. Legambiente per quello che ci é dato sapere difende l’acqua  pulita, com’è in natura ed invece…

Quando il cittadino si desta perché vessato e si unisce per “combattere” il cattivo di turno, stranamente partiti, movimenti sindacali, movimenti ambientalisti si svegliano improvvisamente dal torpore e iniziano a scalpitare per – a nostro avviso – cavalcare l’onda.

In ultimo, il presidente provinciale di Legambiente ha sollevato dubbi sulle procedure adottate dalla commissione tecnica ATOCL6 e sulla validità amministrativa del pronunciamento, informandoci che la stessa commissione sia politicizzata e condizionata da elementi esterni. Davvero il presidente provinciale di Legambiente ci dice che la commissione ha dato un indirizzo politico individuale dei singoli rappresentanti e non un indirizzo tecnico? 

Poi cita vari sindacati considerando anche le preoccupazioni per l’occupazione dei lavoratori, che con la gestione pubblica perderebbero il lavoro. Come uno dei migliori presidenti di Legambiente che si rispetti, Cigna dipinge scenari apocalittici in seno alla decisione di una commissione, i cui componenti si sono espressi 3 per la rescissione, uno si è astenuto e due hanno votato contro: eppure, Cigna ci fa sapere – dipingendo scenari, ripeto, apocalittici sul territorio che deriverebbero dal ritorno alla gestione pubblica dell’acqua, con conseguenze devastanti da far perdere centinaia e centinaia di posti di lavoro. Cigna addirittura ha citato l’ILVA di Taranto, una realtà economica e industriale che non si può paragonare neanche minimamente alla questione in oggetto.

Oltre a queste discutibili valutazioni, Cigna si fa una serie di domande, che se non sono espressione di qualunquismo, poco ci manca, ma glisso volutamente su ciò. Inoltre ci parla si Sicilacque, di acqua torbida nei serbatoi, di costi al gestore, insomma tutte cose che non sappiamo….

Quello che ci lascia perplessi, gentilissimo Presidente di Legambiente, è questa presa di posizione nei confronti di una società che da oltre 13 anni, non ha rispetto degli utenti e non ha gestito il servizio in modo chiaro e concreto. Bollette assolutamente incomprensibili, servizio ai clienti inefficiente sotto tutti i punti di vista, città letteralmente un colabrodo, segnalazioni fatte giornalmente: tutto questo, e non è un elenco esaustivo, ci riporta a una città praticamente bombardata da scavi e riscavi nello stesso luogo, perché nemmeno il gestore sa come tamponare le falle. Ancora, richieste di verifiche contatori mai evase, vessazione dei clienti, per lo più anziani, nei locali della società, acqua che arriva a turni (neanche rispettati): potremmo andare avanti all’infinito, parlando solo di acqua. 

Cigna è per caso lo stesso Cigna ex vice-sindaco di Caltanissetta, ex segretario del Partito Democratico (si fa per dire….), ora assurto ai vertici provinciali di Legambiente?

Cigna si cimenta nella difesa dei lavoratori, un atto pregevole, ma dimentica che queste persone – semmai si dovesse arrivare a una risoluzione del contratto – sarebbero assorbite dal consorzio pubblico della gestione idrica (e lo sa perfettamente): gli allarmi per la potenziale crisi occupazionale ci sembrano perciò strumentali e utili solo per cavalcare l’onda di un’azione che arriva dal basso, dalla gente comune, stanca di subire vessazioni di chicchessia. Le sue dichiarazioni sembrano perciò mirate contro il comitato “FUORI CALTAQUA” e a favore della società italo-spagnola, per motivi che possiamo comprendere (e che hanno a che fare con la gestione delle risorse umane all’atto della presa in carico del servizio, afferenti alla mala politica e al clientelismo politico).

Il rispetto e la tutela dei lavoratori – sacrosanti – si perseguono con l’efficientamento del servizio e non possono essere fatti pesare agli utenti, vessati da inefficienze, alti costi e scarsa qualità del servizio. 

Infine, qual è il fine perseguito dal Presidente provinciale di Legambiente, che attacca i sindaci espressisi contro l’attuale gestore? Un confronto di Cigna con i cittadini e il comitato “FUORI CALTAQUA” sarebbe necessario, per chiarire queste dichiarazioni e capire l’approccio di Legambiente provinciale sulle inefficienze e i disservizi di Caltaqua, perché pensare a 123 lavoratori è un atto doveroso, ma non si possono dimenticare 26.000 famiglie utenti di un servizio che si può definire con molti aggettivi negativi. 

 

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