Politica

Giudice sulla Ghelas: “quali sono le somme previste per la partecipata?”

Gela – “Quello che si è celebrato ieri è stato un consiglio comunale di stringente importanza ed attualità per diversi ordini di motivi” – Lo afferma il consigliere comunale indipendente di sinistra, Paola Giudice.

“Chi si candida e viene eletto per governare la città ha l’onore e l’onere di farlo e dovrebbe assumere un impegno di chiarezza, trasparenza e verità nei confronti della città e dei cittadini.

Si è trattato di un consiglio comunale straordinario e monotematico, richiesto da tutte le opposizioni presenti in aula, che si è reso necessario sia perché riguarda una società in house del Comune di Gela, dove l’Ente Comune è monocommittente della società stessa, sia perché inevitabilmente le sorti e le vicende di tutto ciò che riguarda la Ghelas sono strettamente connesse a quelle del Comune, sia, infine, perché tutto questo, le scelte passate e, soprattutto, quelle future andranno a ripercuotersi sulla vita lavorativa e di conseguenza personale e  familiare di 73 persone che sono i dipendenti della Ghelas Multiservizi Spa di cui circa 50 lavorano a supporto di uffici del Comune.

Quando ci si trova di fronte ad una società partecipata che da un paio di anni produce perdite ed in cui il socio unico è il Comune diventa dirimente capire a cosa siano da imputare tali perdite e da dove esse derivano. Viene da dire che sono dovute a convenzioni tra il Comune monocommittente e la Ghelas non in grado di soddisfare le esigenze della Multiservizi. Ho chiesto, quindi, se il budget previsto dalle convenzioni con il Comune di Gela sia congruo al fabbisogno della Ghelas. Perchè delle due l’una, se è congruo ma la società è in perdita vuol dire che c’è stata una cattiva gestione della stessa, se non è congruo trattandosi di una monocommittente è chiaro da dove derivino le perdite.

E’ quindi essenziale sapere quali siano i reali stanziamenti e se essi sono sufficienti a coprire il fabbisogno di una società con 73 dipendenti con un occhio particolare e di riguardo ai loro diritti.

Non è ammissibile che ai lavoratori non venga riconosciuto il loro legittimo diritto ad avere accantonata mensilmente la quota di TFR loro spettante e di cui il Comune deve farsi carico del corretto adempimento con il pagamento puntuale delle fatture.

E’ per questi motivi che mi sarei augurata che l’Amministrazione Comunale avesse fatto chiarezza sulla situazione attuale della Ghelas e su ciò che intende porre in campo per rilanciarla (sempre che abbia intenzione di farlo) attraverso un piano industriale fattibile che riesca seriamente a porre in salvo le sorti della Ghelas.

Ritengo inevitabile che ci sia da riscrivere un nuovo contratto di servizi che da un lato tuteli e garantisca i lavoratori e i loro diritti e dall’altro garantisca efficienza ed efficacia dei servizi resi a favore della comunità.

La gestione della società partecipata Ghelas Multiservizi Spa è di matrice politica e lo è da sempre, sin dalla sua creazione, questo dovrebbe indurre la politica al rigore gestionale e quindi bisogna capire dove nasce l’errore e chi lo ha commesso, questo non per celebrare un processo in pubblica piazza ma per un principio etico a salvaguardia del denaro dei cittadini e che dovrebbe essere la stella polare della buona politica. 

Rispetto alle soluzioni paventate dal Sindaco circa la decisione di cedere il 49% delle quote societarie della Ghelas ad ENI auspico nel più breve tempo possibile maggiori ragguagli sulla loro percorribilità al fine di comprendere quali sarebbero i vantaggi per la Ghelas e per la città tutta e che, ad oggi, non si intravedono. Il 7 ottobre l’assemblea dei soci è convocata per la nomina del nuovo Amministratore ed in questi casi il “fattore tempo” è vitale per i lavoratori, l’erario ed il bene e il rispetto del denaro pubblico”.

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