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Tragedia a Ragusa, giovane si toglie la vita, “Non si può morire per esami universitari”

Tragedia a Ragusa dove un ragazzo si è tolto la vita lanciandosi dal balcone della sua abitazione. Un dramma che sconvolge la città di Ragusa ma anche la comunità universitaria siciliana. Andrea, questo il nome del giovane, era uno studente dell’Università di Catania. Ha deciso di togliersi la vita per motivi oscuri ma dai messaggi lasciati da alcuni colleghi del giovane, la causa potrebbe essere ricondotta alla carriera universitaria. Sono decine e decine i messaggi dei colleghi di corso che ricordano il ragazzo ragusano.

La tragedia si è consumata a Ragusa, in via Archimede, dove il giovane non ha retto al pero che si portava dentro di sé e ha deciso di compiere un gesto estremo.  Il ragazzo, come si legge nel blog dell’Università di Catania,  frequentava il corso triennale di “Storia, politica e relazioni internazionali” e presto avrebbe dovuto frequentare un corso magistrale a Padova. Tanti i ricordi che si stanno diffondendo in queste ore sui social, tra lo shock e l’incredulità dei colleghi. Anche il sindaco di Ragusa, Peppe Callì, ha voluto ricordare il giovane. “Un fatto tragico ha lasciato sgomenti tutti noi – ha detto -. A nome dell’Amministrazione e della Città, esprimo le mie condoglianze alla famiglia del giovane che stamattina si è tolto la vita”.

“L’università – scrive uno studente sui social – dovrebbe insegnarti a rappresentare, un giorno, la nuova classe dirigente e invece si trasforma in una macchina meschina che non tiene conto che dentro ogni studente c’è prima di tutto la dignità. Non si può morire così! Non per degli stupidi esami o per un’istituzione che anziché formarti ti distrugge. Ciao Andrea, il tuo sorriso non verrà e non dovrà mai essere dimenticato”. “No, non si può avere il terrore di sedersi a un esame – scrive un’altra ragazza sui suoi social – di affrontare una bocciatura, o di trovarsi di fronte un professore più severo degli altri. La scuola e l’università dovrebbero essere una seconda casa. Caro Andrea, vorrei dirti che non hai fallito. La tua educazione, la tua gentilezza, il tuo sorriso resteranno impressi nella mia mente. Goditi la Pace e fai buon viaggio!”.

Come detto, non è chiaro il motivo del gesto estremo del giovane e c’è chi non riesce a credere che la causa siano gli esami universitari: “La tua tesi era già pronta, le materie rimanenti pochissime, la magistrale a Padova in Scienze per la cooperazione allo sviluppo già prescelta. No Andrea, ad averti spinto a ciò è stato un Dolore, un male interiore, rimasto occulto a tutti tranne che a te, un male di vivere tenue ma costante, che trova origini lontane, e che ti è cresciuto dentro fino a divorarti completamente. Io non so, nessuno di noi può sapere, cosa sia stato questo dolore talmente lancinante da non farti vedere altra luce che dentro l’oscurità permanente. E ogni qualvolta io ci pensi, anche solo per immaginarlo quel Dolore così grande, mi si riga il volto di lacrime al pensiero che ti abbia sopraffatto”.

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