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Una levata di scudi contro le estumulazioni

Gela – La Gela che vuole diventare turistica cancella i cimeli. E’ sparita la Torre del Duce di via Colombo, la sede dell’azienda storica ‘do scupazzu’, il palazzo che si affacciava sulla Piazza Umberto I ed un numero indefinibile di chiese, mentre la chiesa di San Rocco è preda dei topi e nessuno pensa a restaurarla.
Sul tema c’è stata una levata di scudi; si è pronunciato Francesco Agati:
“Il Sindaco di Gela Lucio Greco attorniato da discutibili consulenti desista dal tentativo di estumulazione messo in atto con ordinanza dirigenziale (n. 907 del 15 dicembre 2020), in modo che i loculi possano tornare nella disponibilità dell’Amministrazione Comunale della Città.
Secondo quanto annunciato dal Palazzo di Città, saranno distrutte (estumulazione, la definiscono tecnicamente), perché è necessario liberare oltre 1600 posti allo storico cimitero monumentale di Gela.
Verranno -distrutte- antichi loculi appartenenti agli eroi gelesi della I e II guerra mondiale, ma pure di qualche garibaldino.
Se questo accadrà, e non deve accadere, sarà cancellata la memoria storica di un territorio. Il cimitero di corso Aldisio è un museo della memoria, patrimonio dell’umanità.
Scompariranno per sempre gli usi e costumi di un tempo, le fotografie antiche, i dagherrotipi di donne vestite con “l’abito dell’ottavo giorno”. I ritratti e le foto di bambini coi vestitini e giocattoli dell’epoca, di anziani coi loro baffi, cappelli e cravatte d’epoca; I giovani militari con divisa, le lapidi incisi con la lingua del -siciliano antico-, le ornamentazioni e architettura funerarie dell’800 e del ‘900, i marmi,  le pietre, e i graniti lavorati che oggi non si producono più.
Il cimitero di Gela è stato protagonista in  diversi occasioni di importanti film storici di guerra inerente allo sbarco americano in Sicilia.
La storia non si può e non si deve cancellare.
Il sonno dei morti non si deve disturbare: è pura vigliaccheria cercare di fare soldi con chi non si può difendere.
Chiedo all’amministrazione che fine hanno fatto i sei milioni di euro incassati con le concessioni provvisorie (affitto, comodatario di loculi) che per il cimitero monumentale raggiungono i tre mila euro per defunto, e per Farello sono euro milleseicento.
Perché non utilizzare tutti questi soldi sei milioni di euro per realizzare loculi prefabbricati nell’area nord del cimitero con entrata in Via Crispi, ci sono due ettari circa di terreno cimiteriale lasciato all’abbandono, ho stimato che aprire una nuova ala cimiteriale potrebbe sopperire almeno alla carenza di 2500 posti senza essere complici di atti criminali contro i defunti”.

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