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Terreni incolti. E se è il comune a disattendere?

E’ da qualche settimana, che i lettori ci invitano a soffermarci sui terreni incolti all’interno della cinta urbani e che creano parecchi problemi. Oggi parliamo di un terreno in via Bramante ma che ha un’apertura anche in via Fidia, adiacente ad un piccolo giardino. E’ inutile, come confermano le fotografie, dire che della manutenzione comunale non vi è nemmeno l’ombra, da tempo ormai, ma il terreno a fianco, comunale, donato da un noto professionista, tra l’altro candidato alle ultime regionali, versa in condizioni disastrose.

 


Parlando con i cittadini che abitano in zona, da tempo si erano presi carico del giardino e del piccolo appezzamento di terreno, come delle erbe infestanti che ogni tanto fanno capolino sui marciapiedi, per evitare le problematiche note, incendi o ricettacolo di animali o immondizia, tant’è che la zona è accuratamente pulita, anche i terreni privati non costruiti, sono ben tenuti, ma di prendersi cura delle spettanze comunali ora sono stanchi; e c’è da comprenderli, tasse assurde, servizi zero.

Hanno deciso di non prendersi più cura dei terreni e dei giardini di zona, dopo anni, di pertinenza comunale, ormai nemmeno i cestini del parcheggio e giardino vengono più svuotati.

Ora il sindaco ha fatto un ordinanza per la pulizia dei terreni privati incolti, ma come mai è il primo a disattendere la sua stessa ordinanza? Credo che dare l’esempio sia di primaria importanza affinchè il cittadino si affezioni e si renda disponibile. Nei quartieri il cittadino si sente abbandonato e deve fare da se, senza nessun aiuto, senza nessuno sconto. Gela potrebbe essere un fiore, ma siete riusciti a farlo restare terra incolta, con l’erba infestante.

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