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Libera_Mente: manca l’incontro fra la gente e il sistema sanitario

Gela – Riflettere, in questo tempo drammatico è importante ma c’è una cosa più importante di questa che appare doverosa per tutta la classe politica: riflettere e analizzare (con coscienza) il substrato socio sanitario del nostro territorio, non perché si debba per forza trovare la falla ad ogni costo ma per eliminare qualsiasi falla esistente, specie se questa riguarda il diritto alla salute o, meglio ancora in questo caso, il diritto a restare sani.

Abbiamo potuto godere di un vantaggio temporale rispetto a quanto accaduto al Nord che ad oggi, ci pare non sia stato compreso.
Abbiamo lanciato campagne social, abbiamo invitato i cittadini a rimanere a casa, abbiamo intensificato i controlli sul territorio, abbiamo previsto sanzioni per i trasgressori e certo una buona parte di Gela ha risposto bene e questo è un aspetto. Ma non basta.
Paradossalmente manca l’incontro tra la cittadinanza che si attiene alle regole e l’organizzazione di un sistema sanità all’altezza della situazione.
Non bastano più le dichiarazioni verbali delle istituzioni preposte ma è oggi più che mai necessario che la politica chieda e conosca un cronoprogramma dettagliato degli interventi finalizzati alla tutela della saluta di tutta la cittadinanza.
Le numerose denunce pubbliche che si registrano giornalmente mal si conciliano con le rassicurazioni verbali delle istituzioni.
Abbiamo il dovere di chiedere se, quando e come gli interventi, tra le altre cose annunciati ormai da settimane (es. apertura reparto malattie infettive), vedranno effettiva realizzazione.
La sensazione al momento è che si viaggi a tentoni o peggio nella speranza che nulla di grave accada; la speranza è che si tratti solo di una brutta sensazione che sarà smentita dai fatti.
Il vantaggio temporale che abbiamo avuto non può essere vanificato da una mancanza di strategia o da un tardivo ed inefficacie intervento. Questo non lo possiamo permettere.
La politica ha il dovere di affermare il proprio ruolo attivo di controllo che di certo negli anni è mancato.
E’ necessario garantire la certezza delle informazioni (nel rispetto della privacy) in quanto più che mai in questo momento una corretta, tempestiva e chiara informazione consentirebbe anche di ricostruire i percorsi e i contatti di chi, effettivamente, sia risultato positivo al virus.
Ciò eviterebbe anche l’inqualificabile e sfrenata corsa alla curiosità ossessionata che viaggia a mezzo audio sui canali di comunicazione noti a tutti.
Abbiamo il dovere di chiedere il perché in città diverse della stessa provincia si sia provveduto ad azioni diverse e non omogenee per affrontare il medesimo problema (es. metodo di prelievo tamponi nella città di Niscemi).
La politica non può permettersi di gestire una tale emergenza nel bel mezzo dei “faremo” o “avremo” senza essere in grado di dare delle risposte certe alla moltitudine di cittadini che denunciano e chiedono risposte ogni giorno.
Non è ammissibile non poter dare risposte (e che nessuno sia in grado di darle) alla moltitudine di cittadini che, finita la quarantena volontaria, non sono nelle condizioni di conoscere nemmeno la data in cui saranno sottoposti a “tampone” (tutto ciò, insieme a molto altro, genera solo confusione e un diffuso disagio sociale ormai difficilmente gestibile).
La politica non è chiamata a sperare, è chiamata a organizzare, predisporre, battere il pugno se serve, e su questo noi non accetteremo mediazioni di alcuna natura.
Ci auguriamo, e l’augurio è sincero e privo di politichese spicciolo, che le Istituzioni tutte, a partire da quelle locali fino ad arrivare alle figure dirigenziali Asp, siano nel più breve tempo possibile nelle condizioni di coprire fattivamente i vuoti lì dove finora si sono limitati a ricordarci di stare a casa o lì dove fin’ora ci hanno ricordato che stanno facendo il possibile.
Il “possibile” -come denunciato dai cittadini- ad oggi è stato poco e non basta, peraltro non è l’impossibile che chiede Gela, Gela chiede ciò che di diritto le spetta: che venga protetta a mezzo di ciò che finora non ha avuto.
Ognuno faccia la sua parte. Ora!

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