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Coronavirus: una donna di Gela ed una bimba di 18 mesi trasferite a Catania

Direttore Santino: "il centro covid a Gela potrà essere attivato se ne presenta la necessità"

Caltanissetta – Una donna di Gela ed una bimba di 18 mesi sono stati trasferiti oggi al reparto Covid dell’ospedale San Marco di Catania. Come succede in questo periodo di confusione, immediata è circolata la voce che i posti letto al centro Covid dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta siano al completo e che, addirittura si profili la possibilità di andare oltre lo stretto. Sgombera il campo da ogni equivoco il direttore sanitario dell’Asp , Marcella Santino che spiega le motivazioni e la situazione attuale e del futuro: “I due pazienti sono stati trasferiti, non certo perché mancano i posti letto ma per il loro quadro clinico complesso; in particolare la bimba di Riesi perché nella nostra Asp non c’è un centro specializzato per i bambini con patologie e con positività al Covid. Si tratta di pazienti patologici da trattare con grande cautela e questo abbiamo fatto.

Ci sono buone notizie del resto, per l’ampliamento dei posti letto. Domani ne attiveremo 30 in Rsa nel padiglione B, che è isolato, con la possibilità di arrivare anche fino a 60 se dovessero servire. In questo modo avremmo ben 90 posti, nel caso che la pandemia si espanda e ci auguriamo di no.

Per quanto riguarda Gela mi risulta che l’amministrazione chieda l’attivazione del centro Covid e lo ha fatto durante un incontro al quale noi dell’Asp saremmo stati invitati. Io non ne ho saputo nulla. Successivamente ho avuto notizia che l’invito è arrivato poco prima della riunione, proprio quando abbiamo avuto l’allarme per il positivo in Tribunale. Mi riprometto di venire personalmente e di chiedere un incontro al sindaco e all’assessore al ramo. Finora non abbiamo attivato il centro Covid a Gela per proteggere l’ospedale di Gela, visto che i posti al Sant’Elia sono ancora disponibili. Inoltre il reparto di Malattie infettive serve per le patologie specifiche che possono arrivare anche da altri comuni e che per noi rappresenta un punto di riferimento importante. Ricordo che dal momento in cui si istituisce il centro Covid, come è avvenuto nel periodo marzo – maggio, le altre attività subiscono una brusca frenata. Inoltre si espone la popolazione che ad un maggiore rischio, cosa che abbiamo voluto evitare finora. Questo non vuol dire che non si può fare quando se ne presenta l’esigenza. Discuteremo la questione fra pochissimo giorni. Sappiano i cittadini che non abbiamo motivo alcuno di non ripristinare il centro Covid se non la loro stessa protezione fino a quando possiamo accoglierli in un’unica struttura ed evitare ulteriori contaminazioni”.

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